
di Alessandra Muglia
Il Paese baltico alle urne sabato: favorito il premier filo Kiev Kulbergs, ma è tallonato da partiti vicini al Cremlino
Gli occhi dell’Europa sono puntati sulla piccola Lettonia: il Paese baltico con meno di due milioni di abitanti, stretto tra Russia e Bielorussia e grande sostenitore di Kiev domani va alle urne per rinnovare i 100 seggi del Parlamento: qualsiasi ribaltone interno avrebbe conseguenze enormi sugli equilibri nell’Unione, messi a dura prova dopo l’invasione dell’Ucraina e con l’ombra della guerra ibrida di Mosca.
La formazione centrista e pro Kiev guidata dal premier Andris Kulbergs, nei sondaggi risulta in vantaggio, al 14%, ma è tallonata da due partiti filorussi, entrambi a meno di 5 punti di distanza: il nuovo «Potere sovrano/Alleanza di giovani lettoni”, che si rifiuta di condannare l’invasione dell’Ucraina e punta ad attrarre il voto della minoranza di etnia russa; e «Lettonia First», fondato dall’ex oligarca e ammiratore di Donald Trump, Ainars Slesers, contrario al sostegno all’Ucraina e favorevole a cooperare con Mosca.
Kulbergs è a capo di un’ampia coalizione di governo dallo scorso maggio, dopo la caduta dell’esecutivo di Evika Silina, travolta per la gestione degli sconfinamenti di droni militari, penetrati in Lettonia




