Lo svizzero e il club rossonero sono stati concordi nel proseguire insieme, ma occorre evitare di ripetere l’andamento della scorsa stagione: ad Amorim il compito di valorizzarlo
Giornalista
30 settembre – 22:30 – MILANO
Il contesto nel quale è chiamato a muoversi per lui è sempre mediamente ripido: Xhaka in nazionale, Modric al Milan. Ci sono competitor più agevoli. Ardon Jashari gioca in quella zona del campo dove è facile imbattersi in calciatori che somigliano a una figurina da collezione più che a un compagno di squadra. La sua crescita passa da queste sfide apparentemente ingiocabili, anche se a favore di Ardon avrà un ruolo decisivo il fattore tempo. Il tempo però, oltre a essergli amico anagraficamente, lo pressa nel breve termine perché per il momento lo spazio in rossonero resta di entità inferiore rispetto al preventivato. Jashari ha necessità di dimostrare, di esibirsi, di dare un senso all’investimento corposo che il Milan ha fatto per lui. Ma fino a questo momento non ne ha avuto la possibilità. Quanto meno, non come avrebbe voluto.
tour de force—
Una situazione resa ancora più evidente da




