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La pasta vale 14,3 miliardi: 143 mila imprese e 78 mila occupati. L’Italia esporta quasi metà della pasta mondiale

di Redazione Economia

Dai campi di grano duro alla logistica, dai mulini ai macchinari: la filiera allargata genera lo 0,6% del Pil. In dieci anni il fatturato della filiera diretta è cresciuto del 5,4% l’anno

Non è soltanto il piatto simbolo della cucina italiana. La pasta è anche una filiera industriale per il paese: considerando tutte le attività collegate, muove 14,3 miliardi di euro di valore aggiunto, coinvolge 143 mila imprese e sostiene 78 mila occupati. Un sistema che va dalla coltivazione del grano duro alla produzione, ma comprende anche molini, distribuzione, logistica, confezionamento, ristorazione e macchinari.
È la fotografia contenuta nello studio “Valore Pasta”, realizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA Group) per i Pastai di Unione Italiana Food e presentato a Milano. Per la prima volta, la ricerca prova a misurare l’impatto dell’intero ecosistema economico legato alla pasta, andando oltre i confini della sola industria della trasformazione.

Il dato più ampio riguarda il valore aggiunto: i 5,2 miliardi generati direttamente dalla filiera estesa, secondo lo studio, arrivano a 14,3 miliardi considerando gli effetti indiretti e indotti sull’economia italiana. È lo 0,6% del Pil nazionale. Nel sistema vengono inoltre attivati 1,6 miliardi di euro di investimenti.

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