
L’ex schermitrice italiana, annunciata il 9 agosto da Malagò, si dimette dopo neanche due mesi
Non è stato l’Anac, né il Coni. Alla fine a determinare il destino di Diana Bianchedi in Figc è stata la politica, in particolare le parole del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e i riferimenti fatti nella mattinata di oggi all’incarico della campionessa olimpica come vicepresidente del Coni. Un attacco a quelli che ha sempre considerato i propri valori, tanto che Bianchedi ha deciso in serata di rassegnare le dimissioni da capodelegazione della Nazionale, proprio in mezzo alla spedizione azzurra di Nations League.
il comunicato—
“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio – si legge nel comunicato diffuso da Bianchedi in serata -, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport:




