Home / Spettacoli / Chiambretti fa le stesse cose da anni e naviga nelle stesse acque. Il problema è capire dove va

Chiambretti fa le stesse cose da anni e naviga nelle stesse acque. Il problema è capire dove va

image

Ora mi annoio più di allora, anche un prete per chiacchierar… Piero
Chiambretti inizia le sue «nuove» trasmissioni sempre con un prete che, in tv, funziona: la tonaca fa da scorciatoia alla venerabilità. Prima ancora di
parlare, l’abito talare alza il livello simbolico della serata, specie se si
tratta di don Luigi Ciotti. Che veste come noi, che non è un prete da tv, come
padre Enzo Fortunato, ma un sacerdote che ha trasformato l’impegno sociale in una forma concreta di pastorale. Però il mezzo è implacabile e l’ospite finisce fatalmente nelle fauci del padrone di casa. Si chiambrettizza, chiunque esso sia. Mi spiego meglio: il bravo conduttore sa trarre dall’interlocutore il meglio del suo spirito, cerca di esaltarlo, quasi di metterlo su un piedistallo. Chiambretti procede nella direzione opposta, non pretende più dall’ospite una rivelazione: gli basta che porti in scena qualche vezzo, una vanità, un po’ di repertorio. Il resto lo fa la tv, che da tempo ha smesso di chiedere troppo.
Chiambretti, del resto, naviga da parecchio nelle stesse acque: «Finché la barca va», appunto. Il problema è capire dove vada (Rai3). Cambiano il
canale, il titolo, il pontile, qualche ospite, ma il dispositivo è quello:
l’intervista, la battuta, il gioco di sponda, l’ironia sottolineata con
l’evidenziatore. 

Da

Tagged: