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Gressani: «Il Papa acclamato nel Paese della laicità, piace perché si oppone al neo imperialismo»

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di Stefano Montefiori

Il direttore di Le Grand Continent: «Forse è l’inizio di una nuova alleanza tra Chiesa e Repubblica»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Gilles Gressani, che cosa le suggerisce l’entusiasmo della Francia per Leone XIV?
«Forse è l’inizio di una nuova alleanza tra Chiesa e Repubblica. Trovo stupefacente l’accoglienza che la capitale ha riservato al papa, la folla che è accorsa a vederlo sulla papamobile e le 800 mila persone per la messa in place de la Concorde. La città è stata transennata, traffico bloccato, ma nessuno si è lamentato, anzi. Ed è notevole anche la simbologia di place de la Concorde».

Perché place de la Concorde è importante?
«È il luogo dove venne decapitato l’ultimo re di Francia, Luigi XVI, e c’è il precedente della messa riparatoria voluta dallo zar Alessandro I quando i cosacchi nel 1814 entrarono a Parigi, sconfitto Napoleone. Ma non c’è il minimo accenno a una protesta, a una contestazione, per non parlare di ipotetici scioperi. Tutto si svolge in modo totalmente consensuale, dialogante, nel Paese che ha inventato la laicità e esaltato la separazione tra la Chiesa e lo Stato».

Come mai, secondo lei?
«È un movimento contrario a quello che sta

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