La tragedia sfiorata all’Istituto Comprensivo “Giovanni Verga”, dove un alunno 13enne ha accoltellato l’insegnante riprendendo la scena in live, non può essere derubricata a semplice fatto di violenza o di cronaca nera.
Ancor di più perché mercoledì, a Lamezia Terme, un episodio pressoché identico, con protagonista un 14enne, è stato sventato poco prima che potesse essere messo in atto.
Appare dunque evidente che ci troviamo di fronte ad un fenomeno grave, che per essere efficacemente combattuto deve prima essere indagato e compreso. Proprio tenendo questo a mente, Panorama ha intervistato il Dottore Luca Dinatale, psicoterapeuta dell’età evolutiva nonché criminologo e Giudice Onorario presso il Tribunale per i minorenni di Milano.
Dottore, appare ormai chiaro il ruolo centrale assunto dalla tecnologia in questi casi di cronaca nera, il suo uso spasmodico quali effetti sta avendo sui ragazzi in età di sviluppo?
La tecnologia non crea di per sé la violenza, sicuramente però ha modificato il contesto nel quale un adolescente costruisce la propria identità.
Lo sguardo altrui è fondamentale, in questa fase storica quello sguardo è anche facilitato dalla tecnologia e potenzialmente continuo e smisurato. Il rischio è anche che il disagio, il bisogno di rivalsa o la rabbia trovino online


