
La rete terroristica non ha mai ufficializzato il successore di al-Zawahiri, mentre Saif al-Adel continua a muoversi nell’ombra. Nel nuovo filmato per i 25 anni dell’11 settembre ricompare invece il figlio di Osama, dichiarato morto dagli Stati Uniti nel 2019. Una scelta che potrebbe rivelare molto sulla trasformazione e sulle difficoltà interne dell’organizzazione.
Al-Qaeda ha un capo che non fa proclami, un dirigente che non si mostra e un morto che continua a far parlare. È dentro questo triangolo che bisogna cercare di leggere l’ultima operazione propagandistica dell’organizzazione fondata da Osama bin Laden. Perché il dato più interessante del nuovo filmato diffuso in occasione dei venticinque anni dall’11 settembre non è ciò che racconta apertamente, ma quello che evita accuratamente di chiarire. Da quattro anni il vertice dell’organizzazione è avvolto nell’ambiguità. Ayman al-Zawahiri è stato eliminato dagli Stati Uniti a Kabul nel 2022, ma al-Qaeda non ha mai formalizzato pubblicamente la sua morte né annunciato ufficialmente chi ne abbia raccolto l’eredità. Come scrive Small Wars Journal le valutazioni internazionali convergono da tempo su Saif al-Adel, veterano egiziano del jihad e figura storica dell’organizzazione. È considerato il leader de facto, eppure non esiste una proclamazione formale. Al-Adel non appare. Non




