
di Francesca Basso
La commissaria finlandese, a colloquio con il Corriere: ma i rischi sono globali, serve cooperazione internazionale. Stiamo valutando con i Paesi del G7 come esaminare insieme i modelli e condividere le informazioni
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Un’intelligenza artificiale «responsabile». È quello a cui punta l’Unione europea, ma «per raggiungere questo obiettivo è necessaria una stretta cooperazione con partner internazionali che condividano la nostra visione», spiega al Corriere la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen.
Di recente la commissaria finlandese ha partecipato alla riunione del G7 sulla sicurezza dell’AI, seguita da un incontro virtuale con Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca. Nel dibattito globale sulla sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale «l’Ue è in una buona posizione, perché siamo ben attrezzati per affrontare questi rischi per la sicurezza, grazie al fatto che abbiamo già il nostro AI Act», spiega Virkkunen ricordando che «il regolamento prevede obblighi molto chiari per i fornitori che sviluppano modelli altamente capaci: devono valutare e mitigare i rischi dei loro modelli, devono avvalersi anche di esperti esterni per verificare tali rischi e devono monitorare costantemente la situazione, anche quando i modelli sono già sul mercato».
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