Home / Esteri / Il doppio gioco di Xi Jinping: la pace a parole, i droni inviati all’Iran (nel giorno della tregua), l’escalation nucleare

Il doppio gioco di Xi Jinping: la pace a parole, i droni inviati all’Iran (nel giorno della tregua), l’escalation nucleare

image

(Questa analisi è stata pubblicata su Global, la newsletter di Federico Rampini: per riceverla basta iscriversi e lo si può fare qui) 

Il giorno in cui Stati Uniti e Iran firmavano la tregua, il 17 giugno, la diplomazia cinese si attribuiva una parte del merito. Il ministero degli Esteri di Pechino faceva sapere di aver moltiplicato le telefonate per spingere le parti verso la pace; lo stesso Xi Jinping, si aggiungeva, era intervenuto di persona con proposte per chiudere il conflitto. Quel giorno un aereo partito dalla Cina atterrava a Teheran. Nella stiva, destinati al ministero della Difesa iraniano, c’erano componenti elettronici utilizzabili per costruire parti di droni e sistemi di guida dei missili.

La coincidenza emerge dai dati doganali iraniani analizzati dal Wall Street Journal, in un’inchiesta pubblicata proprio mentre Xi era a Washington per il vertice con Donald Trump. Nell’agenda ufficiale del summit figuravano il commercio, la sicurezza dell’AI, Taiwan. Ma l’elefante nella stanza, scrive il quotidiano americano, è il sostegno cinese all’Iran. E c’è un secondo elefante, raccontato in un’altra inchiesta dello stesso giornale: l’arsenale nucleare cinese cresce a ritmo accelerato, si sospetta che Pechino abbia violato in segreto la moratoria sui test atomici. Lette

Tagged: