
di Maurizio Porro
Franco-russa, aveva 88 anni e aveva recitato con Welles, Godard e Scola
E’ morta il 24 settembre a Parigi, nella sua casa e fra i suoi cari, a 88 anni, Marina Vlady, nata a Clichy il 10 maggio 1938 che, dopo aver iniziato come ballerina all’Opèra, fu una celebre attrice che, con oltre 100 film all’attivo, lavorò con grandi maestri come Orson Welles, Godard, i nostri Scola, Lattuada, Emmer e Marco Ferreri che con “L’ape regina”, film scandalo del ’63, come moglie instancabile di Ugo Tognazzi, vinse il premio a Cannes.
Fu un classico talento franco-italiano, con due cittadinanze cinematografiche. La Vlady, all’anagrafe Catherine Maria de Poliakoff, ha avuto una vita avventurosa, sorella di altre tre artiste (la più nota Odile Versois), era figlia di due immigrati russi, un baritono e una ballerina, fuggiti dalla Rivoluzione del 1917. La stessa Marina, diventata francese, inizia a 10 anni a recitare e poi giovanissima, alta e bellissima fa coppia col giovane marito regista che diventerà famoso con “Angelica”, Robert Hossein, ma da cui divorziò qualche anno dopo: con lui recitò in “I peccatori guardano il cielo” e “La notte delle spie”. Naturalmente inizia con piccole parti,




