Uno studio indica che è in grado di riorganizzare attivamente la comunicazione tra i centri cerebrali destinati al processamento dei segnali acustici e i circuiti cerebrali di regolazione dello stress
Individuati i meccanismi neurobiologici dell’effetto rilassante e antistress della musica. Una ricerca pubblicata sulla rivista PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences, ha dimostrato che l’ascolto della musica è in grado di ridurre marker oggettivi di stress in misura maggiore rispetto all’ascolto di suoni provenienti dalla natura. I ricercatori, primo firmatario dell’articolo Siqi Youa dello State Key Laboratory of Cognitive Science and Mental Health dell’Institute of Psychology di Pechino, hanno esposto un gruppo di giovani a compiti di aritmetica, prima semplici, poi progressivamente più complessi, dai quali sono emersi decisamente stressati, come hanno confermato l’aumento della frequenza cardiaca e dei livelli salivari di cortisolo, ormone prodotto quando ci si trova sotto pressione. Il gruppo esposto alla musica subito dopo il completamento del compito ha avuto un più rapido recupero del tono dell’umore e della normale frequenza cardiaca, rispetto a quello di chi invece era stato esposto a rumori naturali connessi all’acqua, come pioggia, suono di cascate, ruscelli e onde. Una parte di partecipanti è stata anche sottoposta a fRMN,




