
di Massimo Franco
Le trattative nazionali di maggioranza e opposizione bloccano le candidatureper le Amministrative: Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, per citare le città maggiori
Il tema è in ombra, sovrastato dal dibattito ormai un po’ surreale su data delle elezioni, alleanze, riforma del voto, «effetto Vannacci». Quanto succede sulle candidature a sindaco nelle grandi città che andranno alle urne a primavera, però, è in realtà lo specchio del caos politico nazionale. Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, per citare le maggiori, sono laboratori delle alchimie di governo e opposizione; e della loro incapacità di trovare una sintesi. E l’incertezza che predomina in almeno alcune di loro rispecchia quella negli schieramenti.
Il fatto stesso che non si sappia ancora se voto politico e amministrativo verranno abbinati nel 2027 riflette dilemmi irrisolti. Per paradosso, l’unica forza che abbia già presentato dei nomi è quella extraparlamentare di Roberto Vannacci: perché non si deve alleare con nessuno, e gioca sull’isolamento come elemento di forza. Gli altri, a destra e a sinistra, arrancano tra veti, autocandidature, ed equilibri precari tra alleati. E siccome quelli nazionali non riescono a chiarirsi, ritardano le scelte.
C’è il caso di Milano, dove il cosiddetto campo largo non




