
il viceministro dell’Economia Maurizio Leo al convegno di Itinerari Previdenziali e Cida, conferma l’obiettivo di portare l’aliquota dal 43% al 33% per la fascia 50-60mila euro: le novità per il ceto medio e i dati delle entrate.
Italia un Paese oppresso dalle tasse? Mica tanto, visto che il 70% dei contribuenti versa solo il 21% di imposte sui redditi e una bella fetta di italiani non paga nulla. È vero piuttosto che c’è una fascia di popolazione, formata da quadri, funzionari e dirigenti, su cui il Fisco si accanisce e che sostiene in gran parte la spesa pubblica. È il ceto medio-alto. Ma in suo soccorso arriva il governo che conferma obiettivo di portare dal 43 al 33% l’aliquota dello scaglione tra i 50 e i 60 mila euro.
È quanto emerso il 24 settembre nel corso della presentazione dell’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali: al convegno, promosso in collaborazione con CIDA-Confederazione Italiana Alti Dirigenti e Professionalità e in occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA, ha partecipato anche il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo che ha ribadito l’impegno dell’esecutivo a tagliare le imposte che pesano sul ceto medio.
La sproporzione del gettito e il peso




