
di Silvia Madiotto
L’esponente di Futuro Nazionale: «Vogliamo recuperare le famiglie, non criminalizzare i genitori». Lega e FdI aprono. Al vaglio i profili giuridici
Se il figlio delinque, i genitori non possono rifiutare di riconoscerne la responsabilità, o ritenersi estranei dal punto di vista educativo e relazionale. È questo che vuole mettere nero su bianco il vannacciano del Consiglio regionale veneto, Stefano Valdegamberi: che se il minore è coinvolto in reati o episodi penalmente rilevanti, la famiglia deve fare la propria parte oppure rischia di perdere i benefici regionali. «Non ci sono intenti punitivi ma educativi, per rafforzare il ruolo della famiglia e promuovere una maggiore collaborazione». E a chi gli fa notare che la responsabilità penale è individuale risponde che «il nostro obiettivo è recuperare le famiglie, non criminalizzare i genitori». Il progetto di legge arriva subito dopo un altro, sempre a sua firma: l’istituzione di un osservatorio regionale sulla prevenzione e il contrasto della criminalità minorile. Solo che qui si interviene in modo più energico. Il figlio si comporta male? Il percorso rieducativo devono farlo anche i suoi. Non solo maranza, bulli e bulletti.
Il precedente a Legnago
Qualcosa di simile l’ha fatto nelle settimane scorse




