
di Redazione Politica
La segretaria dem ricorda commossa la propria storia familiare che si intreccia con quella della Shoah. Anni fa raccontò: «Insieme a papà abbiamo forse ritrovato la via dove vivevano. Ma non è rimasto niente»
Una riunione fiume per scegliere come il Pd si muoverà sul ddl antisemitismo. Una questione molto sentita dai dem, a partire dalla leader Elly Schlein, che ieri è sembrata emozionata nel suo intervento. La sua storia familiare si intreccia con la Shoah. Solo pochi anni fa, prima di diventare leader del partito, raccontava ad Aldo Cazzullo sul Corriere le origini del suo cognome ebraico. «Ne vado fiera. La versione originaria è Schleyen, semplificata quando il nonno emigrò a New York in cerca di fortuna. Cambiò anche nome: era Herschel, divenne Harry». Il nonno partì per l’America «da un villaggio vicino a Leopoli, Zolkiew, che oggi è in Ucraina». E spiegava: «Con mio padre Melvin ci siamo tornati nel 2018, con le fotografie e le lettere dei suoi zii, dei suoi cugini. Abbiamo forse ritrovato la via dove vivevano. Ma non è rimasto niente dopo l’Olocausto. Il nazismo non ha solo sterminato intere famiglie, ne ha voluto cancellare ogni traccia»
Nel




