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«The Departed», più che il conflitto fra Bene e Male, emerge la condanna di uomini costretti a recitare continuamente una parte

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di Filippo Mazzarella

A vent’anni dalla prima mondiale, il thriller di Martin Scorsese resta un impeccabile gioco di doppi, infiltrati e identità clandestine.

Il 26 settembre 2006 ebbe luogo a New York la prima mondiale di The Departed – Il bene e il male di Martin Scorsese (poi da noi al Festival di Roma e nelle sale il mese dopo): un thriller poliziesco dal dispositivo narrativo classico, ripreso da quello dell’originale hongkonghese Infernal Affairs di Andrew Lau e Alan Mak di soli quattro anni prima. Due uomini infiltrati l’uno nel mondo dell’altro, due identità clandestine che procedono in parallelo fino a quando le rispettive organizzazioni scoprono l’esistenza di una «talpa». Da una parte Billy Costigan (Leonardo DiCaprio), poliziotto costretto a farsi criminale per infiltrarsi nella banda di Frank Costello (Jack Nicholson); dall’altra Colin Sullivan (Matt Damon), giovane agente di polizia che da anni passa informazioni al boss. Entrambi vivono una doppia vita e devono continuamente recitare una parte; entrambi sono sospesi fra due mondi nei quali il rischio di essere scoperti coincide con quello di morire. L’azione si svolge a Boston, dove Costello cresce il giovane Colin, che vent’anni dopo diventa detective ma anche suo informatore. Contemporaneamente, Billy,

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