
Quattro mesi dopo il pareggio dal sapore amaro di retrocessione, gli abruzzesi sfidano lo Spezia all’Adriatico nel nuovo (e mesto) scenario. Ma i motivi per tornare a sorridere ci sono
Luigi Schiavone
23 settembre – 08:27 – PESCARA
Eccoli di nuovo, uno di fronte all’altro. Pescara e Spezia si erano lasciati l’8 maggio con un 1-1 che aveva il sapore amaro della retrocessione. Faraoni e Artistico avevano firmato sul campo un verdetto ormai scritto, mentre il caos del dopo partita aveva accompagnato gli ultimi fotogrammi di una stagione tormentata. Quattro mesi dopo le strade tornano a incrociarsi. Stesso stadio, un’altra categoria, ambizioni diverse. Il Pescara ha cambiato pelle, senza però rinunciare all’esperienza. Letizia, Valzania, Capellini e Meazzi sono rimasti, Fiorillo e Altare sono arrivati per dare personalità e solidità alla difesa, Parigi ha aggiunto peso in attacco.
inizio a rilento—
I numeri, intanto, raccontano una partenza al di sotto delle attese: 8 punti in sei giornate, 8 gol segnati e 9 subiti. Troppo poco per una squadra costruita con l’obiettivo di stare davanti. Il Pescara ha alternato momenti di buona intensità a pause che hanno finito per




