
Ecco nel dettaglio le differenze fra i modelli impegnati nelle Preliminary Race e quelli che vedremo nella Coppa fra un anno
Maurizio Bertera
23 settembre – 07:34 – MILANO
La vela, per quanto negli ultimi anni, si è cercato – in alcune classi – di renderla molto più semplice che in passato resta uno sport articolato dove le barche sono complesse e soprattutto molto diverse tra loro, anche se apparentemente non sembrano. E il caso degli AC40 che vedremo in azione nella Preliminary Race di Napoli, a partire da venerdì: molti pensano sia i fratelli minori degli AC75 che saranno protagonisti dell’America’s Cup del 2027 ma non è così. E per capirlo bisogna fare un discorso generale. La vela ha una miriade di classi (troppe, a dire il vero) che si basano su barche molto diverse tra loro ma riconducibili a tre mega-categorie: quella monotipo dove si corre in tempo reale su scafi perfettamente uguali; quella dove vengono fissati dei parametri ma che consentono di giocare progettualmente restando nell’ambito degli stessi; quella dove l’unico canone da rispettare è la sicurezza – come per tutte le barche, sia




