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Mattarella: «La scuola è aperta a tutti. Aiuta a non formare ghetti, a non alzare barriere»

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«La scuola è aperta a tutti», spalanca porte e finestre Sergio Mattarella e gli studenti in t-shirt azzurra gli dedicano l’applauso più forte dell’intero discorso. Per inaugurare l’anno scolastico il presidente ha scelto un luogo altamente simbolico: Amatrice, l’antico Comune del Lazio straziato dal terremoto nel 2016. Dieci anni dopo, gru e impalcature testimoniano ferite difficili da rimarginare. L’inquilino del Quirinale rende omaggio ai 299 morti, poi visita le aule dell’istituto intitolato a Sergio Marchionne. Dopo il sisma l’allora ad di Fca mise all’asta una Ferrari e, con 6,5 milioni di incasso, consentì di ricostruire elementari, medie, liceo. Mattarella sale sul palco con vista sui Monti della Laga e, in diretta Rai e davanti al ministro Giuseppe Valditara e al presidente della Fondazione Agnelli John Elkann, disegna la scuola del futuro. Ponti e non barriere. Mani tese. Inclusione. Integrazione. Valori umani. Una scuola che deve aiutare a superare «i muri dell’indifferenza e della incomunicabilità». Aiutare «a non formare ghetti». Per il capo dello Stato la scuola è «la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati».

22 settembre 2026

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