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I rutti (prevedibili) dei buchi neri

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Dal punto di vista dei buchi neri si tratta di grossi pasti a più “puntate”, con morsi ben distanziati. Per le povere stelle che finiscono nelle loro fauci, sono invece una lenta agonia. Parliamo degli eventi di distruzione mareale, fenomeni di distruzione di stelle finite troppo vicine all’orizzonte degli eventi (il confine di non ritorno) di buchi neri supermassicci.

Gli astrofisici sapevano già che questi sontuosi pasti possono non avvenire tutti in una volta sola. Ora un gruppo di scienziati della Curtin University, in Australia, ha scoperto che anche i… rutti dei buchi neri avvengono in più fasi – nello specifico, in due momenti distinti. La scoperta è stata pubblicata su Nature Astronomy.

In che senso i rutti dei buchi neri?

Durante gli eventi di distruzione mareale (tidal disruption event, TDE), quando un buco nero si nutre, non riesce a inghiottire tutta la materia in arrivo dalla stella che attrae e ne espelle parte sotto forma di violenti getti di gas e venti che attraversano l’intera galassia, dal nucleo verso l’esterno. Sono quelli che gli esperti chiamano outflows, e che il senso comune potrebbe paragonare a “rutti” di materia: sono studiati perché possono contribuire alla nascita