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La rabbia dei governatori: non corriamo alle Politiche. Ma il leader sogna Zaia vice

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di Marco Cremonesi

E nel partito va in scena il «processo» a Romeo

«Da sinistra vengo attaccato ogni santo giorno. Con gli alleati, lo sapete, non è mai semplice. Ma se non posso star tranquillo neanche qua dentro…». Matteo Salvini apre la riunione del consiglio federale leghista, da lui convocato a sorpresa domenica, sul prato di Pontida. Doveva servire, così aveva detto, a stabilire «tutti insieme» le regole di un congresso straordinario della Lega.

Eppure, scatta il blitz dei «lealisti». Marco Dreosto — senatore come Massimiliano Romeo, segretario del Friuli-Venezia Giulia guidato da Fedriga ma vicino all’inner circle salviniano — prende la parola: «Ma perché già oggi questo consiglio non conferma la fiducia al nostro segretario Matteo Salvini?». E così, puntualmente, sarà.

Il contropiede salviniano aveva preso di sorpresa il fronte nordista e dei governatori: è possibile fare un congresso con gli stessi delegati di quello dell’aprile 2025, celebrato quando il male oscuro della Lega pareva appena un raffreddore? Ma appunto, qui si va oltre. Il fatto è che Salvini è «stufo» e lo dice a tutti i presenti. In realtà, quello che va in scena nel vecchio quartier generale di via Bellerio è un

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