
di Francesca Negri
Il Pastificio Felicetti continua ad investire nella sostenibilità: i residui della lavorazione vengono conferiti in un biodigestore per generare combustibile
Dagli scarti della pasta al carburante del futuro, passando per il calore pulito delle foreste dolomitiche. Sono stati inaugurati sabato 12 settembre, in Val di Fiemme, i nuovi impianti di BioEnergia Fiemme e BioMetano Fiemme, un sistema territoriale all’avanguardia che unisce per la prima volta la filiera alimentare e l’energia rinnovabile. Protagonista dell’operazione è lo storico Pastificio Felicetti, che chiude così il cerchio della sostenibilità: gli sfridi della lavorazione della pasta vengono conferiti al biodigestore per generare biometano, mentre i processi produttivi dello stabilimento di Molina di Fiemme si alimentano grazie all’acqua calda che arriverà dalla rete di teleriscaldamento a biomassa locale.
Emissioni abbattute
L’iniziativa porta a compimento un percorso di sostenibilità annunciato nell’ottobre del 2024 e si tradurrà in un risparmio annuo stimato di circa 590.000 metri cubi di metano (che equivalgono al fabbisogno annuo di gas di circa 400-500 famiglie) e in un taglio delle emissioni pari a 1.152 tonnellate di CO2 all’anno. Per capire l’importanza di questo progetto basti pensare che in natura per assorbire le stesse tonnellate di CO2 ci vogliono circa




