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La Giornata dell’Alzheimer e il doppio tuffo di chi si prende cura

di Flavio Pagano

Lo scrittore Flavio Pagano riflette sul percorso di milioni di malati e dei loro caregiver alias «curacari»: dal momento della diagnosi al «tempo del dopo»

L’attimo prima e l’attimo dopo: la pulsazione della cura. Ma l’amore è un tuffo, o forse due.

Qualcuno ha detto che l’amore è un mare nel quale non ci si può immergere piano piano. Non possiamo entrare in acqua a passettini, bagnandoci la pancia e le spalle con la mano, per ambientarci nel nuovo elemento, prima di lasciarci andare fra le onde: bisogna tuffarsi, non c’è altro modo. E, quando l’amore che proviamo è un surplus love meravigliosamente spericolato che ci spinge a consacrarci a una persona che non ci potrà mai restituire nemmeno un grammo dell’affetto che le daremo, il tuffo diventa un gesto che richiede perizia, determinazione, tenacia, tanto coraggio e un pizzico di divina follia. 

Oggi, nella giornata Mondiale dell’Alzheimer, parliamo dell’amore che si esprime attraverso la cura. Cura di una persona che un giorno ci ha amato, che ci è cara da sempre e che sentiamo avrebbe fatto lo stesso per noi. Ma anche dell’amore per una persona che magari non conosciamo affatto. L’amore più semplice e

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