
Gli arbitri sono centrali ma gli errori restano tali: si è passati da troppe “on field review” a quasi nulla
La domanda da porsi è una: quel che è “tutto bello” alla quinta giornata sarà altrettanto apprezzato dal Mondo Calcio quando i punti attorno alla trentesima (e oltre) varranno scudetto, Champions, Europa o retrocessione? Domandona dalle cento pistole e ovviamente legata al Var che… non va. Forse si è passati dal troppo al nulla: e gli interrogativi salgono. Ogni rivoluzione comporta rischi. Perché un conto sono lo scorrere del gioco e il tempo effettivo aumentato; un altro sono gli errori non corretti.
Da Oristanio a Taylor—
Ultimo esempio, il rigore non assegnato per il contatto Heggem-Oristanio: Guida fa correre e Santoro (al Var) non apre l’interruttore della chiamata ma la chiamata a video sarebbe potuta scattare quantomeno per studiare fino in fondo l’episodio. Oristanio frena e sterza; e il primo porta il gambone sull’avversario spostandogli sostanzialmente il piede destro. Era rigore. Guida magari è stato “ingannato” dal fatto che Oristanio compie un altro passo che lo induce a supporre che lo sgambetto (chiaro) non sia stato efficace. Ma quell’arto destro dell’attaccante granata viene semplicemente e palesemente spostato. Conseguenze dinamiche. Ma




