
di Francesca Scorcucchi
Ha debuttato su Disney+ la serie distopica «City of Blood», ispirata al graphic novel «Berlinoir»
Berlino soffoca. Pochi privilegiati vivono sotto una cupola climatizzata, fuori si sopravvive tra caldo, corruzione e criminalità. I vampiri puntano al potere politico, il sangue è la nuova valuta.
È «City of Blood», otto episodi ora su Disney+, diretti da Philipp Kadelbach e tratti dalla graphic novel Berlinoir. Protagoniste due sorelle cresciute separate, Phoebe (Soma Pysall) e Bea, interpretata da Lea Drinda.
«Bea è una donna guidata dalla sua morale, che vuole capire come funzionano le cose» dice Lea Drinda, che su Prime nel 2021 aveva debuttato in tv con la versione seriale di «Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino». La serie mette insieme molti dei temi caldi dell’attualità. «Il clima, la disuguaglianza: il populismo, gli oligarchi rappresentati dai vampiri. Bea vuole capire cosa sta succedendo e rivelarlo al mondo».
Phoebe invece è cresciuta in strada, non fa parte di quell’1% di ricchi che vivono sotto una cupola climatizzata. «Phoebe ha perso tutto — racconta Soma Pysall —, non ha un’identità a cui aggrapparsi e per questo riesce a credere in una possibile coesistenza fra vampiri




