
Per alcuni degli imputati si apre la pista del patteggiamento. L’avvocato dell’ex presidente: «Può darsi che faremo la richiesta di rito alternativo»
Non si esaurisce la vicenda giudiziaria relativa al crac della Banca Popolare di Vicenza. La procura berica ha infatti chiesto il rinvio a giudizio degli allora vertici dell’istituto, accusati di bancarotta fraudolenta. Si tratta dell’ex presidente Gianni Zonin, dell’ex direttore generale Samuele Sorato, dei suoi vice Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta e Paolo Marin e dell’ex dirigente al bilancio, Massimiliano Pellegrini.
Le altre sentenze
Quest’ultimo, solamente qualche giorno fa, è stato assolto dalla corte d’appello di Venezia per il primo filone giudiziario, che aveva portato Pellegrini a processo assieme agli altri vertici con le accuse di aggiotaggio, ostacolo agli organismi di vigilanza e falso in prospetto. Nell’aprile dello scorso anno erano arrivate le sentenze per Zonin, Piazzetta (3 anni e 5 mesi ciascuno) e Giustini (2 anni e 7 mesi). Per alcuni degli imputati, ora, si apre la pista del patteggiamento. «Valuteremo — spiega l’avvocato Ambrosetti, difensore di Gianni Zonin — può darsi che faremo la richiesta di rito alternativo». I fatti fissati in maniera definitiva nel primo processo, che ruotano soprattutto intorno al ruolo del capitale finanziato nel far




