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Distretto aerospaziale e della difesa in Toscana? L’idea di Macrì (Leonardo) diventa una partita politica

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di Giorrgio Bernardini

La Regione dice sì, ma il Pd frena: no all’industria bellica

L’idea di un «distretto toscano dell’aerospazio e della difesa» diventa terreno di scontro politico. A lanciare la proposta qualche giorno fa il presidente di Leonardo — e presidente esecutivo di Estra — Francesco Macrì, aretino e esponente di spicco di FdI in Toscana: dalla Camera di commercio di Firenze ha chiesto alla Regione di formalizzare uno strumento capace di mettere in rete il gruppo, le imprese della filiera, università e ricerca. Un’idea sostenuta da Confindustria e Cisl, ma contestata da una parte consistente della sinistra politica e sindacale. In primis dalla segreteria toscana del Pd, che vuole allontanare lo spettro «dell’economia di guerra». Replica fulminante di Macrì: «Certe proposte richiederebbero un po’ di serietà nell’approfondimento, non posso commentare una cosa del genere: nessuno ha mai parlato di industria bellica».

Ma da dove si parte? Leonardo ha in Toscana quattro stabilimenti: a Pisa, Abbadia San Salvatore, Campi Bisenzio e Montevarchi. Collabora con circa 240 imprese locali, generando un fatturato di circa 240 milioni l’anno. La crescita, secondo Macrì, può coinvolgere anche la filiera, se le aziende si adeguano su certificazioni, investimenti e cybersecurity. Sulla

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