
di Claudia Voltattorni
Il sottosegretario con delega all’informazione: «Lavoriamo con l’Agcom per individuare norme precise»
Non tutto è perduto. Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, ne è convinto. «L’allarme lanciato negli ultimi giorni dai grandi dell’intelligenza artificiale, da Dario Amodei di Anthropic a Sam Altman di Open AI, segnala un avvicinamento al punto di rottura, come un riconoscimento che c’è un punto oscuro che anche loro non riuscirebbero più a gestire».
Va interpretato come una frenata?
«No, più come il raggiungimento di una consapevolezza, una presa d’atto».
Non è troppo tardi?
«Io sono convinto di no. Anzi, io sono convinto che i big dell’AI si siano finalmente resi conto che l’intelligenza artificiale possa operare per migliorare la vita delle persone, ma gli investimenti devono andare anche in questa direzione. Serve però una regolamentazione globale, credo che non siamo ancora al punto di non ritorno ma che sia necessaria un’alleanza globale, di tutti gli attori, una presa di responsabilità da parte di tutti, questo è un conflitto globale. Abbiamo ascoltato gli appelli del Papa, del presidente Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “l’intelligenza artificiale va disarmata” ha detto Leone




