
di Giuseppe Sarcina
Dazi fino al 100% per chi compra petrolio. Manca la firma del presidente
Il Congresso degli Stati Uniti spinge Donald Trump ad adottare una posizione più dura nei confronti di Vladimir Putin. Ieri la Camera dei Rappresentanti ha approvato la legge che colpisce il settore energetico, la base materiale della Federazione Russa.
Sono previste sanzioni a carico dei collaboratori di Putin, istituzioni finanziarie e armatori che gestiscono le esportazioni di gas e petrolio. Inoltre, il presidente degli Stati Uniti avrà la facoltà di imporre dazi fino al 100% del valore sulle merci degli Stati che acquistano idrocarburi dalla Russia. In cima alla lista ci sono, naturalmente, Cina e India.
Il provvedimento ha compiuto un lungo percorso prima di arrivare, forse, al capolinea. È il frutto di un’iniziativa bipartisan lanciata nell’aprile del 2025 dal senatore repubblicano Lindsay Graham, deceduto l’11 luglio 2026, e dal democratico Richard Blumenthal.
Il Senato ha dato il via libera il 7 agosto scorso a larga maggioranza: 86 contro 11. Ieri la Camera, controllata dai repubblicani, ha espresso 262 voti a favore (compresi 58 democratici) e 159 contrari. Ora, però, la norma dovrà essere firmata da Trump. Come sempre,




