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«Quando Valterino spuntò nelle trasferte di Berlusconi. Si intrometteva, lo fermai»

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di Gian Antonio Stella

I ricordi dello storico cameraman dell’ex premier

«Gli avvocati gli impedirono di mandare a Lavitola gli aiuti che chiedeva, sarebbe stato un reato: eppure Lavitola faceva leva sulla generosità del presidente, gli aveva fatto sapere che viveva come un topo in uno sgabuzzino, che sua moglie non aveva i soldi per mangiare, che era stato abbandonato. Berlusconi non sapeva davvero come spiegarglielo. Diceva: “Abbiamo tentato di tutto, ma per somme così importanti è impossibile usare mezzi legali”».

È pieno di pepite d’oro, il libro che Roberto Gasparotti, lo storico cameraman di fiducia del Cavaliere, ha scritto con la giornalista Paola Zanca per editrice Paper First col titolo «Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent’anni con Silvio». Certo, ricorda Marco Travaglio nella prefazione, si tratta dei «ricordi che ha deciso di ricordare». Ed è una storia che ha più buchi d’una ruota di emmenthal. Non un cenno al Lodo Mondadori, all’avvocato Mills, a Karima «la nipote di Mubarak» e così via… Ma su una miriade di altri episodi, dettagli, stramberie viene fuori su Sua Emittenza un ritratto imperdibile.

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