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Anno scolastico all’estero, gli Usa poco amati. «Più attenzione ai bisogni di studenti e famiglie»

di Fabio Sottocornola

Dieci anni fa Vanessa Rota, una ex insegnante di inglese, ha fondato MLC Education puntando sull’attenzione ai singoli. Oggi il gruppo arriva a fatturare oltre 8 milioni e scommette sull’innovazione

Nei pensieri di ragazze e ragazzi italiani non c’è più il Sogno americano. O comunque, meno di un tempo. Così, quando in Terza o Quarta superiore decidono la meta in cui trascorrere l’anno di studio all’estero, prediligono altre destinazioni. «Fino a due anni fa gli Usa erano la meta prediletta all’80% mentre oggi va molto forte il Canada, considerato più accogliente e sicuro, tanto da affiancare gli Stati Uniti, poi seguono Australia, Nuova Zelanda, il resto dell’Europa». Parola di Vanessa Rota, una ex insegnante di inglese che dieci anni fa ha fondato MLC Education (https://mlc-education.com/) una startup per aiutare studenti e famiglie nella scelta (e realizzazione) di un percorso di studi all’estero. Oggi, insieme con il marito Nicola Leffi, un passato nella finanza e co-ceo della società, sono arrivati a sviluppare un giro d’affari per sei milioni di euro (dati 2025) con una prospettiva di crescita fino a 8,5 milioni (e 25 collaboratori in staff) anche se il grosso del fatturato nel settore si

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