
Documenti ottenuti da POLITICO rivelano la spedizione dalla Cina alla Russia di 46 tonnellate di materiale necessario alla produzione di fibra di carbonio. Secondo gli esperti, la quantità sarebbe sufficiente per realizzare componenti destinati a circa 1.300 droni kamikaze.
La Cina ha un ruolo molto più diretto di quanto finora emerso nella catena industriale che permette alla Russia di produrre in massa i suoi droni d’attacco. Documentazione commerciale interna proveniente da un’impresa russa e ottenuta da POLITICO indica infatti che una società controllata dallo Stato cinese avrebbe inviato in Russia materie prime indispensabili alla fabbricazione della fibra di carbonio utilizzata nei velivoli kamikaze impiegati contro l’Ucraina.Al centro della vicenda ci sono circa 46 tonnellate di filato di poliacrilonitrile, il cosiddetto precursore PAN, materiale fondamentale per ottenere fibra di carbonio leggera e resistente. Secondo David Albright, presidente dell’Institute for Science and International Security, il quantitativo sarebbe sufficiente per produrre i materiali necessari alla costruzione di circa 1.300 droni. Le carte assumono particolare rilievo perché descrivono nei dettagli un collegamento commerciale diretto tra un’impresa pubblica cinese e una società appartenente al gruppo russo Rosatom, già sottoposta a misure restrittive occidentali. Il fornitore indicato nei documenti è Jilin Chemical Fiber Group, colosso




