
di Gianni Armand-Pilon
In vista delle Comunali torinesi 2027 il sindaco uscente non può fare a meno dei vecchi «nemici» 5 Stelle invitandoli a superare le «vecchie ruggini». Ma la partita del Campo largo si gioca fuori Torino
È proprio vero che il futuro arriva sempre. E pure piuttosto in fretta, come osservava Albert Einstein. In vista delle prossime elezioni comunali, il sindaco Lo Russo si ritrova oggi, a differenza del 2021, in una condizione che gli è davvero poco congeniale: deve chiedere aiuto. Aiuto e sostegno, che tradotto in politica significa poter contare sui voti degli ex (ex?) nemici del Movimento 5 Stelle. Perché sarà anche vero che, in una città come Torino, il Partito democratico vince sempre e comunque. Ma con Meloni al governo, il quadro politico non è più quello di cinque anni fa.
Fratelli d’Italia qui è sicura di crescere. Forza Italia confida nel traino di Cirio. E perfino quella scheggia impazzita di Vannacci, con i suoi richiami rossobruni e i banchetti che hanno invaso i mercati rionali, rischia di erodere qualche consenso anche a sinistra.
Alla festa dell’Unità
Al Pd, e a Lo Russo in particolare, il campo largo serve. Eccome.




