
di Tommaso Labate
È polemica. Lei precisa: sto con Kiev. Schleiniana, pacifistae attivista pro Palestina. Non eletta in Regione, ma ha preso 5 mila voti
Sì, quarantott’ore dopo forse ridirebbe la frase sull’organizzazione dei «disertori» che ha fatto imbufalire mezzo partito, ma avrebbe l’attenzione di specificare che non si riferiva di certo all’Ucraina. «Perché è vero, siamo pacifisti, ma Kiev non c’entra nulla con quello che ho detto dal palco. Sappiamo da che parte stare, dalla parte dell’Ucraina. E condanno Putin». E no, questo comunque non basterebbe a placare l’ira di quel pezzo di Pd che s’è legato al dito il suo discorso dal palco della festa nazionale dell’Unità dicendolo apertamente, come hanno fatto per esempio la prodiana Sandra Bonsanti o il riformista Giorgio Gori; o rimuginando a microfoni spenti, come qualche elemento — anche di spicco — della maggioranza che sostiene Elly Schlein.
Virginia Libero, anni ventotto, da un annetto segretaria dei Giovani Democratici, la giovanile del Pd, è la donna che suona il gong del dibattito sulle primarie e sulle divisioni in politica estera tra Pd e Cinquestelle. Perché la scena — dopo il comizio in cui da Reggio Emilia ha scandito che «se queste



