
L’accusa dei pm: diffuse notizie false per alterare il valore delle azioni del club biancoceleste in Borsa
Martedì mattina sono scattate le perquisizioni nell’inchiesta della Procura sulle presunte pressioni esercitate su Claudio Lotito per spingerlo a vendere la Lazio. Nel mirino degli investigatori è finita una possibile cabina di comando che avrebbe intrecciato social network, articoli di stampa e rapporti con esponenti del mondo bancario per alimentare una campagna contro il presidente biancoceleste e, secondo l’ipotesi accusatoria, condizionare anche il valore del titolo in Borsa. Tra i nomi indicati nel decreto della Procura figurano Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, Francesco Maiolini, amministratore della stessa banca, e Luigi Bisignani, ex giornalista e faccendiere.
ipotesi di una pressione coordinata—
Il quadro delineato dagli atti della Procura parte dalle contestazioni relative alla diffusione di notizie che, secondo gli inquirenti, sarebbero state false e avrebbero avuto un duplice obiettivo: da una parte incidere negativamente sul valore delle azioni della Lazio, società quotata in Borsa, dall’altra aumentare la pressione su Lotito fino a indurlo a cedere il pacchetto di controllo. Nel capo di imputazione si legge che Masi, Maiolini e Bisignani, “agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in




