
di Adriana Logroscino
L’opposizione: ci penserà la Consulta. Malumori nella maggioranza sulla circoscrizione estero
La discussione sulla legge elettorale procede a ranghi serrati e si avvia alla conclusione in Senato. Ieri la seduta dedicata agli ultimi articoli non ha riservato sorprese, nonostante la battaglia condotta per tutto il giorno dalle opposizioni: scaramucce sull’accorpamento dei collegi esteri — che provoca qualche malumore dentro FdI — e sugli elettori fuorisede. Oggi il voto finale che chiuderà l’iter a Palazzo Madama, in attesa dell’approvazione definitiva — con fiducia e voto segreto, che le opposizioni chiederanno per tentare un ultimo sgambetto — alla Camera: la discussione a Montecitorio inizierà il 28 settembre. Ma ormai anche le forze di minoranza guardano al dopo: «Una legge incostituzionale che sarà bocciata dalla Consulta magari già a febbraio», si danno coraggio i senatori del M5S e del Pd in Transatlantico.
L’obiettivo della maggioranza è avere la nuova legge elettorale entro la metà di ottobre. La reintroduzione delle preferenze, con capilista bloccati senza tutela dell’alternanza di genere, che aveva tenuto impegnata in una discussione lunghissima il centrodestra, alla fine resiste.
Tiene anche lo sbarramento alle nuove liste, disposto quadruplicando le firme da raccogliere per poterle presentare.




