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L’onda nera frena in Svezia

L’onda nera frena in Svezia L'onda nera frena in Svezia

di   Samuele Finetti

Per il suo partito, che si chiama Democratici Svedesi ma affonda le radici nei movimenti neonazisti, Jimmy Åkesson (nella foto sopra, mentre parlava ieri sera ai suoi sostenitori) ha rivendicato una «vittoria morale». Una maniera singolare per (non) dire che la formazione di estrema destra ha perso il 3%, la prima volta che arretra rispetto all’elezione precedente. Parole a parte, l’esito del voto di ieri è un sostanziale pareggio, con il blocco di centrosinistra – guidato dai Socialdemocratici dell’ex premier Magdalena Andersson – avanti di poche migliaia di voti su quello di centrodestra, quello dell’attuale premier Ulf Kristersson che i Democratici li vorrebbe nel governo. Ma lo spoglio nel Paese scandinavo non è ancora concluso.

La lettera di oggi prosegue con un’altra campagna elettorale, appena iniziata: è quella per l’Eliseo, obiettivo di Marine Le Pen che ieri ha tenuto il primo comizio e ha rispolverato l’arsenale di slogan populisti. Poi la guerra in Ucraina e quella in Medio Oriente, entrambe al palo, diplomaticamente parlando: Putin prova a coinvolgere India e Cina nella mediazione, mentre i falchi iraniani

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