
I repubblicani sono molto preoccupati per il carovita. La questione però, per quanto indubbiamente significativa, potrebbe non rivelarsi l’unico fattore rilevante in vista del voto
La Rubrica - Outside the Beltway: cronache e analisi di politica Usa
A meno di due mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump ha un problema: si chiama inflazione. Il dato, ad agosto, si è attestato al 3,4%. Al contempo, soprattutto a causa della guerra in Iran, il costo dell’energia resta alto. Il prezzo della benzina si mantiene oltre i quattro dollari al gallone, mentre quello del diesel ha raggiunto la soglia dei sei dollari. Simili numeri, a metà settembre, rappresentano un evidente grattacapo per il Partito repubblicano, soprattutto alla luce del fatto che le prossime elezioni, che si terranno il 3 novembre, saranno, almeno in parte, decise proprio dalla spinosa questione del carovita. Non a caso, i sondaggi manifestano uno stato di difficoltà per ilGrand Old Party: secondo la media di Real Clear Politics dedicata alle intenzioni di voto generiche per il Congresso, i democratici risulterebbe attualmente avanti di oltre sei punti percentuali.
Bisogna tuttavia fare attenzione alle conclusioni affrettate. Che l’inflazione rappresenti al momento la maggiore vulnerabilità per il Partito repubblicano, è fuor di




