
di Timothy Ormezzano
L’architetto ha messo la sua firma anche sul nuovo circuito madrileno, che il 12 settembre, ha ospitato il primo Gran Premio
È nata a Torino, si è formata al Politecnico e ha costruito la sua carriera lontano dall’Italia, prima a Parigi e poi soprattutto a Madrid. Ora, a più di trent’anni dall’inizio della sua avventura spagnola, l’architetto Teresa Sapey ha messo la sua firma anche sul nuovo circuito madrileno, che ieri, 12 settembre, ha ospitato il primo Gran Premio. Madring ha affidato a lei il design di una parte del paddock, l’area riservata a team, piloti, Fia e stampa.
Colore e creazione
È un nuovo capitolo di una storia professionale cominciata sotto la Mole e sviluppata attraverso una continua ricerca di linguaggi. Sapey ha raccontato di avere sentito molto presto l’attrazione per il colore, la bellezza e la creazione. «Sono nata con questa vocazione che ho poi formato e sviluppato negli anni», ha spiegato a Idealista.
La carriera
Il primo approdo è Parigi, con l’incarico di progettare una boutique di lingerie di lusso. Nel 1990 arriva Madrid, dove fonda il proprio studio, Teresa Sapey + Partners, e comincia a costruire una carriera nella quale




