
Il Tesoro ostacola la Federal Reserve sul debito e il miliardario Druckenmiller boccia Bessent. Ecco perché il duello tra Tesoro e Fed minaccia tutta l’economia globale
Nei giorni scorsi, il miliardario americano Stanley Druckenmiller è forse stato in ambasce, almeno un po’: ha dovuto scegliere tra i suoi due protetti che oggi guidano la politica finanziaria del Paese più potente del mondo. Stare dalla parte di Scott Bessent, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, o dalla parte di Kevin Warsh, il presidente della Fed? A entrambi ha facilitato la carriera, tra Wall Street e Washington.
Il guaio, per lui ma soprattutto per gli Stati Uniti e non poco per il resto del mondo, è che le loro scelte di politica finanziaria confliggono. Uno fa una tela, l’altro la disfa. Per essere più precisi: Bessent sta togliendo il tappeto da sotto i piedi di Warsh. Ha deciso di comprare sui mercati titoli del Tesoro Usa a lunga scadenza, con l’obiettivo, finora di scarso successo, di alzarne il prezzo e quindi abbassarne i rendimenti, i tassi d’interesse (Trump sarebbe contento).
Le conseguenze
Sta cioè tentando di influenzare il prezzo dei titoli più importanti al mondo, un mercato enorme ed essenziale per gli investitori.




