
di Sara Gandolfi
Corruzione, evasione fiscale e riciclaggio: a meno di un mese dal voto, l’inchiesta scuote la sfida con Lula. Nel mirino anche i finanziamenti al docu-film sul padre Jair
A meno di un mese dalle elezioni, la Corte Suprema del Brasile ha aperto un’indagine sul candidato presidenziale Flávio Bolsonaro per corruzione, evasione fiscale e riciclaggio. L’inchiesta mira ad accertare presunti illeciti e la distrazione di fondi pubblici per il finanziamento del docu-film «Dark Horse» su suo padre, l’ex presidente Jair, che sta scontando agli arresti domiciliari una condanna a 27 anni per il tentato golpe del 2022. Tra sospetti, accuse e veleni incrociati, che hanno diviso i giudici della Corte suprema, entra così nel vivo la sfida fra Bolsonaro, senatore del Partito Liberale (destra), e l’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
I sondaggi preannunciano un serrato testa a testa per il voto del 4 ottobre, con lo storico leader della sinistra Lula in lieve vantaggio. Scontato il ballottaggio, il 25 ottobre, a meno di nuovi colpi di scena giudiziari. Flávio Bolsonaro ha ammesso di aver chiesto al banchiere Daniel Vorcaro – detenuto e al centro di un enorme scandalo finanziario – trasferimenti multimilionari destinati




