
Lo stop per la pioggia durante la sfida inaugurale dell’Europeo azzurro a Napoli ha altri precedenti sottorete. E il maltempo non è stato l’unica causa…
11 settembre – 17:46 – NAPOLI
Nel calcio la pioggia fa parte del gioco e qualche volta si va avanti perfino sotto la neve. Nel tennis basta vedere spuntare i primi ombrelli sugli spalti per sapere che potrebbe cominciare una lunga attesa. Nell’atletica le condizioni atmosferiche possono essere rivali o alleate, da tenere costantemente sotto controllo. La pallavolo, invece, con il meteo non dovrebbe avere niente a che fare. Si gioca al coperto, al riparo da vento e acquazzoni, e i problemi sono solo quelli del campo. Almeno, di solito. Ieri a Piazza del Plebiscito non è andata esattamente così. Un occhio sulla Svezia, l’altro rivolto verso il cielo: l’esordio vincente dell’Italia all’Europeo (3-0) è stato tutto un togliere i teloni, rimettere i teloni, asciugare il campo e, già che c’eravamo, anche le suole delle scarpe. La pioggia ha trasformato la partita in una prova di nervi, tra il timore di scivolare e farsi male, le infinite attese e la necessità di ritrovare continuamente




