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Pista nuova? Così i tecnici di F1 affrontano le incognite del Madring

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Il tracciato della capitale spagnola non è mai stato provato dalle monoposto. Come cambia l’approccio degli ingegneri all’inedita sfida? Ecco su cosa si concentrerà il loro lavoro    

Paolo Filisetti

10 settembre – 20:29 – MADRID (SPAGNA)

Il circuito del Madring, che ospita per la prima volta il GP di Spagna questo fine settimana, è un tracciato molto particolare, che in parte può essere assimilato a quello di Jeddah, nella sua sezione veloce, mentre ha caratteristiche a livello di tratto misto che lo pongono in netta similitudine a Miami. In sostanza, sarà fondamentale capire e interpretare il vero carattere di questa pista, destinata in ogni caso a diventare un severo banco prova per le vetture, a livello di setup e bilanciamento. Il grip, peraltro, a causa del manto di asfalto completamente nuovo, sarà un fattore in costante evoluzione durante l’intero fine settimana e costituirà l’elemento cruciale in grado di condizionare fortemente il degrado degli pneumatici. La presenza del curvone Monumental, caratterizzato da un banking di 24 gradi, ed una rapida serie di cambi di direzione inducono a pensare che il degrado meccanico delle gomme sarà molto elevato,

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