
di Pietro Gorlani
I meloniani rinviano l’approvazione del prelievo di 19mila esemplari perché ci sarebbero state possibili criticità: prima meglio incontrare Ispra il 29 settembre. Il presidente Massardi (Lega) si dice «spiaciuto» del rinvio. Garavaglia (FdI) lo attacca: spesso prevale il tornaconto elettorale
L’ennesimo scontro tra Lega e Fratelli d’Italia in Regione Lombardia si consuma sui roccoli, gli impianti tradizionali per catturare uccelli selvatici da destinare come richiami vivi alla caccia da appostamento. Dopo la lite sul tesserino digitale per le catture del pesce siluro — con il consigliere leghista Floriano Massardi che accusava FdI di un «cambio di posizione» su un emendamento votato anche dai meloniani in commissione — i due alleati di maggioranza tornano a dividersi in Commissione Agricoltura. Oggetto del contendere: il progetto di legge n. 173, che avrebbe autorizzato per il 2026 la cattura di circa 19mila esemplari (di cui circa 10mila nel Bresciano) di tordo bottaccio, merlo, tordo sassello e cesena da cedere ai cacciatori come richiami.
«Solo la Lega ha votato contro il rinvio del provvedimento che avrebbe autorizzato per il 2026 la cattura» spiega Massardi. Il rinvio, spiega, è stato «proposto da Fratelli d’Italia e sostenuto anche da Futuro Nazionale




