di Fabio Savelli
Le riserve iscritte sui grandi cantieri ferroviari, la lettera di Pietro Salini al governo e l’esposto alla Consob contro Il Fatto Quotidiano. Al centro del confronto i maggiori costi delle opere e il loro possibile riconoscimento
Le richieste di riconoscimento dei maggiori costi nei grandi cantieri ferroviari, una lettera riservata inviata al governo, un articolo che ha acceso il dibattito e infine un esposto alla Consob. È la vicenda che nelle ultime ore ha coinvolto Webuild, il principale gruppo italiano delle costruzioni infrastrutturali, e che ha avuto riflessi anche in Borsa, dove il titolo ha chiuso mercoledì 10 settembre la seduta con un forte ribasso perdendo il 7,9%.
Al centro della questione c’è una comunicazione che l’amministratore delegato Pietro Salini ha inviato a fine luglio alle istituzioni competenti per rappresentare la situazione economico-finanziaria di numerosi cantieri ferroviari realizzati per conto di Rfi. Nella lettera vengono richiamate riserve e partite economiche per circa 22 miliardi di euro relative a opere in corso, tra cui il Terzo Valico, la Palermo-Catania e la Verona-Padova.
L’articolo del Fatto
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, la missiva descrive una situazione di «grave squilibrio economico-finanziario» e sollecita




