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Carenze formative, in Consiglio parte l’ostruzionismo. La Lega: «Metodo vergognoso». Ma l’opposizione non arretra

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di Marika Giovannini

Scintille sul disegno di legge Gerosa, le minoranze presentano 600 ordini del giorno e un migliaio di emendamenti

A infiammare il dibattito è stato, per primo, il capogruppo della Lega Mirko Bisesti. Il quale, di fronte al muro ostruzionistico alzato dalle opposizioni per bloccare il disegno di legge sulle carenze formative firmato dall’assessora all’istruzione Francesca Gerosa, ieri in Aula ha usato parole dure: «È un metodo anti-democratico». Un affondo arrivato poche decine di minuti dopo l’avvio della discussione in consiglio (i capigruppo, prima dell’inizio della seduta, hanno deciso di accorpare emendamenti e ordini del giorno ostruzionistici per filoni tematici, partendo da quelli legati al registro elettronico e al carico burocratico). «L’opposizione — ha rincarato la dose Bisesti — sostiene che la scuola è importante. Ma poi blocca i provvedimenti che la riguardano. È incongruente». «Vergognoso» ha alzato i toni il collega di partito Roberto Paccher. Che ha bollato come «poco rispettose» le «chiacchiere fuori tema che sono costretto ad ascoltare in Aula» («Avete una visione vicina alla società che vi somiglia, ossia quella che non produce» è stato l’affondo di Paccher al centrosinistra). «Questa non è democrazia» ha aggiunto il leghista.

Valanga di emendamenti

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