
di Filippo Mazzarella
Quarant’anni fa usciva il film con William Hurt e Marlee Matlin, che raccontava l’amore tra una ragazza non udente e il suo professore, affrontando in modo diretto il tema della disabilità
Il 13 settembre 1986 ebbe luogo l’anteprima mondiale al festival di Toronto dell’opera prima della regista di estrazione televisiva Randa Haines Figli di un dio minore / Children of a Lesser God (da noi nelle sale a marzo dell’anno dopo), destinata tra le altre cose a essere ricordata come la prima pellicola diretta da una donna a ottenere una nomination all’Oscar per il miglior film. A quarant’anni dalla sua uscita, è un titolo parzialmente dimenticato (e certo non un capolavoro), ma ancora difficile da liquidare: non solo perché all’epoca impose Marlee Matlin, protagonista realmente non udente di un personaggio affetto da sordità, ma perché lo fece quando la messa in scena di ciò che era definito’”handicap” era ancora quasi sempre affidata a un immaginario molto ristretto: la vittima da compatire, il corpo da correggere, l’eccezione straordinaria o, peggio (come anche in questo caso), il personaggio chiamato a rendere “migliore” la vita di qualcun altro.
La vittoria dell’Oscar da parte dell’attrice fu un evento di




