
di Cesare Zapperi
Dal segretario della Lega nessuna concessione alle richieste dei nordisti (che ora vareranno una loro corrente)
Il fronte dei governatori voleva un passo di lato del leader e un nuovo assetto, in senso federale, del partito. Matteo Salvini li ha ospitati (Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti) nella sua nuova residenza e, dopo tre ore di confronto, li ha congedati con un comunicato in politichese che lascia la situazione esattamente come prima. Nessuna nuova nomina a vicesegretario, nessun concessione a modificare lo statuto. Solo un impegno ecumenico ad affrontare l’ormai prossimo (20 settembre) raduno sul pratone di Pontida all’insegna della concordia (apparente). Insomma, in una parola: una tregua. Non proprio il risultato a cui puntavano i dissidenti.
Anzi, il clima, recita la nota diffusa dallo staff della comunicazione leghista, è stato di «assoluta collaborazione», a dispetto dei toni belligeranti della vigilia (ultima l’assemblea dei militanti lunedì ad Alzano Lombardo). Il vertice «ha rappresentato l’occasione per confrontarsi sulla road map della Lega in vista dei prossimi mesi e delle imminenti scadenze elettorali». Un concetto un po’ vago che ricorda il «Tavolo dei territori» istituito da Salvini nel giugno scorso agli albori delle




