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Electrolux, il 15 settembre sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti

di Valentina Iorio

Lo sciopero è stato proclamato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm. I sindacati: «La mobilitazione proseguirà fino a quando Electrolux non ritirerà esuberi e dismissioni»

Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm hanno proclamato per martedì 15 settembre, otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux, con una manifestazione nazionale davanti allo stabilimento di Cerreto d’Esi, quello destinato alla chiusura secondo il piano presentato dalla multinazionale svedese. «Saremo a Cerreto perché quel sito non deve chiudere. Difendere Cerreto significa difendere il lavoro, la presenza industriale e il futuro di un territorio.
La mobilitazione proseguirà con determinazione fino a quando Electrolux non ritirerà esuberi e dismissioni e non presenterà un piano industriale fondato sull’occupazione e sul rilancio degli stabilimenti italiani», affermano i sindacati in una nota congiunta.

Il piano contestato

I sindacati contestano al gruppo di aver mantenuto «la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un numero di esuberi pari a 1.450 dipendenti in Italia», a cui «si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati, oltre ai 91 contratti già cessati senza rinnovo». Inoltre l’azienda pretenderebbe di superare gli accordi sindacali sull’organizzazione del lavoro, «aumentando le cadenze delle linee di montaggio fino a 140

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